Abbassare la strada per alzare la qualità della città
Grottaferrata inizia qui. Chiunque arrivi dalla Tuscolana, da Roma, da Frascati o da Marino, entra in città passando per Viale San Bartolomeo. È il biglietto da visita del comune, il primo paesaggio urbano che si incontra. Eppure è anche uno dei tratti più trascurati: marciapiedi segnalati dai residenti da anni come impraticabili, aiuole non fruibili, una terrazza affacciata su Roma riqualificata con poca energia e scarsa visione progettuale, e un parco rettangolare in Piazza Alcide De Gasperi che non riesce a esprimere il suo potenziale. Nel mezzo, una strada a doppia esse fiancheggiata da tigli adulti bellissimi che divide in due un sistema verde che potrebbe essere unitario.
Questa proposta parte da una domanda semplice: cosa succederebbe se la strada sparisse dalla superficie?
L'idea
Abbassare Viale San Bartolomeo sotto il livello del suolo, ricavando un canyon urbano aperto — non un tunnel, ma una sezione a cielo aperto — dove il traffico veicolare e gli autobus continuano a scorrere senza interruzioni, invisibili e insonorizzati dalla quota stradale. La superficie liberata diventa interamente pedonale, ciclabile, vivibile.
Il parco di Piazza Alcide De Gasperi e la terrazza di Via dell'Artigiano, oggi divisi dall'asfalto, diventano un unico sistema verde continuo, collegato da ponti pedonali che scavalcano la carreggiata interrata. Un parco unico, dal Corso del Popolo fino alla terrazza panoramica su Roma, senza mai dover attraversare una strada.
Il progetto
La terrazza — oggi circondata da aiuole non praticabili con solo prato e qualche albero isolato — diventa il belvedere su Roma che meriterebbe di essere: sedute, essenze arboree, percorsi attrezzati, un affaccio che vale da solo il cammino. Il parco rettangolare di Piazza De Gasperi viene ridisegnato con un piccolo bosco urbano in continuità con i tigli esistenti di Viale San Bartolomeo, che restano al loro posto, ora integrati nella quota pedonale. Piste ciclabili corrono lungo tutto il sistema, collegate alla viabilità leggera del Corso del Popolo. I parcheggi esistenti — già numerosi intorno alle due aree — vengono mantenuti e ottimizzati, liberando la superficie da qualunque esigenza di sosta veicolare.
Le auto passano. Ma non si vedono, non si sentono. La città di sopra appartiene alle persone, alle biciclette, ai cani, ai bambini.
Perché è possibile
Non si tratta di un intervento fantascientifico. Abbassare una strada in un tratto breve e pianeggiante è un'operazione ingegneristicamente consolidata, praticata in decine di città europee per ricucire tessuti urbani lacerati dalla mobilità veicolare. Il costo è reale, ma lo è anche il ritorno: una città che valorizza i propri affacci su Roma, che offre un parco continuo invece di due aree residuali, che trasforma il proprio ingresso principale da problema a qualità.