Albano Laziale, 2022. Un appartamento degli anni '50 in un edificio del centro, 70 mq scarsi, un trilocale che nel tempo aveva smesso di funzionare per la famiglia che ci viveva. Il problema non era la metratura — era la distribuzione: si entrava direttamente in cucina, il corridoio si allungava verso il fondo, e il soggiorno era finito nel posto sbagliato. Lontano dall'ingresso, lontano dalla luce, lontano dal cuore della casa.
L'incarico era ridistribuire tutto, sfruttando ogni centimetro disponibile — compresa la terza dimensione.
L'intervento strutturale
Prima della progettazione degli interni, l'edificio ha richiesto un intervento strutturale significativo: consolidamento sismico con Sismabonus e rifacimento completo del tetto in legno. Interventi che non si vedono nelle foto ma che sono la base di tutto il resto — una casa che regge, che protegge, che dura.
La nuova distribuzione
Il ribaltamento è stato radicale. Il soggiorno, che stava in fondo al corridoio, è diventato la camera da letto principale. La cucina è stata riprogettata come zona giorno aperta, che accoglie chi entra. Il corridoio è stato ridotto al minimo necessario, restituendo superficie agli ambienti principali. Stesso numero di locali — tre — distribuzione completamente diversa, pensata per una famiglia di tre persone con abitudini precise e una casa da vivere davvero.
Il soppalco
L'elemento più insolito, e più riuscito. L'altezza dell'ambiente lungo il corridoio superava i 4.50 metri — un'altezza anomala per un appartamento degli anni '50, probabilmente eredità di un piano calpestio più alto o di una sopraelevazione. Invece di ignorarla o nasconderla, l'ho sfruttata: un soppalco costruito nella camera da letto principale ha ricavato un livello aggiuntivo — uno spazio privato, un letto rialzato, una stanza nella stanza. In 70 mq, guadagnare un piano intermedio cambia tutto.
I materiali e le finiture
Il progetto lavora sul contrasto tra la struttura esistente — anni '50, con tutto il carattere materico di quell'epoca — e le finiture contemporanee. Il tetto rifatto in legno non è stato nascosto: la struttura lignea è rimasta a vista, portando nel soffitto dell'appartamento una texture calda e irregolare che nessun controsoffitto in cartongesso avrebbe potuto restituire. Le travi scandiscono il ritmo degli ambienti dall'alto, ricordano la materia di cui è fatta la casa, creano una continuità visiva con il soppalco in legno che scende nello spazio della camera da letto. Il parquet in rovere — con la sua finitura naturale, il grano del legno leggibile, il calore sotto i piedi — raccoglie questa stessa logica a terra e la porta in ogni ambiente. Legno sul soffitto, legno sul pavimento, legno nel soppalco: un filo materico che attraversa verticalmente tutta la casa, dall'alto al basso, e che dà coerenza a una ristrutturazione che avrebbe potuto fermarsi alla sola redistribuzione degli spazi. Nuovi impianti, nuovi serramenti e un intervento di efficienza energetica completo realizzato con il Superbonus 110% completano una ristrutturazione che non ha lasciato nulla al caso — nemmeno ciò che di solito si nasconde.