2023 Progettazione Giardino ristorante Marino (RM)
Marino Laziale, 2023. Il Ristorante Casaletto è uno di quei posti dei Castelli Romani dove si va per mangiare bene, senza fronzoli — cucina romana vera, porzioni generose, vino locale. Un luogo con carattere. Ma il giardino da cui si entra, e in cui si mangia all'aperto, non era all'altezza di quello che succedeva in cucina: 2000 mq poco curati, senza una logica, senza una gerarchia tra gli spazi, senza un'identità.
L'incarico era semplice nella forma e complesso nella sostanza: dare a questo giardino una struttura, un racconto, un motivo per essere attraversato lentamente prima di sedersi a tavola.
Ho diviso i 2000 mq in quattro zone distinte, ciascuna con un carattere proprio, collegate da un percorso che si scopre gradualmente. Non un parco formale, non un giardino all'italiana — qualcosa di più naturale e meno prevedibile, coerente con l'anima del posto.
Il laghetto
Il cuore emozionale del giardino. Un laghetto vicino ai tavoli esterni, con piante acquatiche e acqua in movimento, che cambia completamente la percezione acustica e visiva dello spazio. Sedere vicino all'acqua mentre si mangia non è un dettaglio — è un'esperienza che si ricorda. La luce che riflette sull'acqua la sera, il suono dell'acqua che copre il rumore del traffico, la presenza delle ninfee che cambiano con le stagioni: il laghetto è l'elemento che trasforma una cena in un'occasione.
Il giardino d'ingresso
Il primo contatto con il ristorante. Lo spazio che accoglie, che prepara, che introduce. Ho lavorato sull'accoglienza come soglia: un ingresso riconoscibile, con una vegetazione che inquadra il percorso verso l'interno e segnala che si sta entrando in un luogo curato. La prima impressione conta — soprattutto per un ristorante.
Il giardino di pietra
Una zona dai toni più asciutti e mediterranei, dove la pietra locale è il protagonista. Pavimentazioni, bordure, elementi scultorei in pietra naturale dei Castelli Romani creano un ambiente che richiama il paesaggio vulcanico del territorio — il tufo, il sampietrino, la lava. Un omaggio discreto al genius loci, senza cadere nella citazione folkloristica.
Il giardino di papaveri
La zona più libera e pittoresca. Un prato di papaveri — rossi, selvatici, stagionali — che porta nel giardino del ristorante la memoria del paesaggio agricolo laziale. I campi di papaveri sono un'immagine potente e riconoscibile, legata alla primavera dei Castelli Romani. Usarli come elemento di progetto significa portare l'esterno dentro, e ricordare che questo è un posto radicato nel territorio.