Ardea, 2021. Una casa di campagna su due piani, arretrata rispetto alla strada, chiusa su sé stessa, costruita secondo una logica funzionale che aveva smesso di funzionare. Novanta metri quadri distribuiti in verticale, lontani dal vialetto d'ingresso, lontani dalla luce, lontani dal modo in cui una famiglia vuole vivere oggi. Il fabbricato era collabente, il Superbonus era disponibile, e l'occasione era quella giusta per fare una cosa sola: ricominciare da zero, ma nel posto giusto.
Ho utilizzato la possibilità offerta dal Superbonus di spostare il sedime dell'edificio — una delle opzioni meno conosciute ma più potenti dello strumento: non solo ristrutturare, ma riposizionare. La nuova casa è stata costruita più vicina alla strada, su un piano unico, con una distribuzione completamente diversa. Stessa superficie — 90 mq — risultato radicalmente diverso.
Il muro
C'è un elemento che definisce questa casa prima ancora di entrarci: un muro inclinato in mattoni di laterizio a vista che corre parallelo al viale d'ingresso e introduce al portale d'accesso. Non è una recinzione, non è una facciata nel senso tradizionale del termine — è un gesto architettonico preciso, una soglia che accompagna chi arriva, che segnala che qui finisce lo spazio pubblico e inizia quello privato. Il laterizio è grezzo, irregolare, caldo — lo stesso materiale dei vecchi muri di campagna del territorio laziale, reinterpretato in una geometria contemporanea. L'inclinazione non è casuale: segue la direzione del vialetto, crea un effetto prospettico che allunga visivamente l'accesso e fa sembrare la casa più profonda di quanto sia. È il primo elemento che si vede arrivando, e il più memorabile.
La distribuzione
Un piano solo, niente scale, niente spazio perso in verticale. Si entra nell'open space cucina-soggiorno, che occupa l'intera larghezza del fronte principale e diventa il cuore della casa. Da qui un disimpegno distribuisce alla zona notte: due camere da letto, ciascuna con la propria cabina armadio — nessun armadio a muro, nessuna soluzione di compromesso. Il bagno principale serve l'intera zona notte; la camera da letto padronale ha un bagno dedicato en suite. Una distribuzione che privilegia la qualità di ogni ambiente rispetto alla quantità dei locali.
La struttura e i materiali
La struttura portante è in muratura con tetto in legno — una copertura che porta calore e carattere agli interni, con la struttura lignea che scandisce lo spazio dall'alto. La facciata, oltre al muro in laterizio a vista, è trattata con un linguaggio contemporaneo che dialoga con il paesaggio rurale circostante senza imitarlo. Il risultato è un edificio che appartiene chiaramente al suo tempo, ma che non rinnega il territorio in cui si trova.
Il prima e il dopo
Le immagini raccontano la distanza tra punto di partenza e punto di arrivo: l'edificio preesistente su due piani, arroccato nel lotto, e i render del progetto completato — piatto, aperto, riconoscibile dal viale per quel muro in laterizio che lo annuncia da lontano.